Le linee guida OCSE sui prezzi di trasferimento (Transfer Pricing Guidelines) sono state oggetto di aggiornamenti significativi nel 2025-2026, con riflessi rilevanti per tutte le imprese italiane parte di gruppi multinazionali o con stabili organizzazioni all’estero.
Le novità principali
Il focus di questo aggiornamento è su tre aree:
- Servizi a basso valore aggiunto — semplificazione documentale per i servizi di routine erogati infragruppo (amministrazione, IT, HR), con possibilità di applicare un mark-up forfettario riconosciuto
- Beni intangibili difficili da valutare (HTVI – Hard-to-Value Intangibles) — rafforzamento dei poteri di rettifica dell’amministrazione finanziaria sulla base degli effettivi risultati ex post
- Strutture finanziarie infragruppo — orientamenti più stringenti sui prestiti intercompany, sulla cassa accentrata e sulle operazioni di garanzia
Cosa significa per le imprese italiane
Le imprese italiane parte di gruppi internazionali devono aggiornare la documentazione di transfer pricing (master file e local file) entro la chiusura dell’esercizio per riflettere il nuovo quadro. È un’occasione per rivisitare anche policy di tipo strategico — ad esempio le politiche di remunerazione delle holding o la struttura del cash pooling — che potrebbero non essere più allineate alle migliori pratiche.
Documentazione e penalty protection
La predisposizione della documentazione TP italiana (oneri documentali ex art. 1 c. 6 D.Lgs. 471/97) garantisce, in caso di rettifica, l’esenzione dalle sanzioni pecuniarie. È un investimento dal ROI molto alto: con un costo contenuto si protegge l’impresa da sanzioni che possono arrivare al 200% dell’imposta accertata.
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